VOCI IMPORTANTI: NAZZARENO DE ANGELIS

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Uno degli ultimi grandi – ma veramente GRANDI – esponenti della corda di basso cantante, la cui carriera fu con salomonica misura ripartita fra ruoli di messaggero celeste, principe della Chiesa (di qualunque confessione) e sovrano degli Inferi. La voce, sontuosa di timbro e omogenea in tutti i registri (fino al fa# acuto interpolato in chiusa), la non comune potenza di fiato, l’accento aulico e terribile rendono questa invocazione – tarda e impressionante memoria delle scene di scongiuro, così frequenti nell’opera seria dei secoli precedenti – una perfetta epitome della vocalità e dello stile magniloquenti del grand-opéra.

11 pensieri su “VOCI IMPORTANTI: NAZZARENO DE ANGELIS

  1. La vocalità di De Angelis non mi ha mai convinto del tutto… lo trovo un po’ orco… ci sento un certo gonfiamento. Preferisco Francesco Navarrini, oppure, ma non sempre, Pinza, peraltro due bassi molto baritonaleggianti.

      • Beh, i ruoli demoniaci erano il pane quotidiano di Navarrini, che quanto a voce non temeva confronti. Di De Angelis bisogna dire che qui cantava già da più di vent’anni, nei primi dischi incisi tra il 1905 ed il 1909 l’emissione suona a mio parere in modo migliore.

      • Reputo De Angelis uno dei più straordinari cantanti siano mai saliti su un palcoscenico e da quel poco che rimane inciso, grandissimo Mosè, Wotan e Zaccaria, inarrivabile Brogni; grande fraseggiatore, uno dei pochi che sapeva veramente scolpire la parola. Nei ruoli demoniaci però mi sembra cerchi un suono ancor più nero, più catramoso di quanto avesse in natura. Non sento gonfiamenti, o almeno non li chiamerei così, ma alcuni suoni stretti e coperti sin troppo si (troppo intervocalici u intendo). Sbaglio forse?

        • Io lo sento ingrossare la voce, ed il difetto viene fuori, come solito, sulla vocale i, specie in zona centrale, dove tende a “mangiarsela”. Suoni troppo coperti? Alcuni a me sembrano tutto il contrario, larghi e un po’ sguaiatelli, per esempio l’acuto (re3) di “entro la fredda tOmba”, dove non riesce, logicamente, a tenere la O ben chiusa (ossia “ó”), essendo la voce già troppo pesante nel centro.

          • d’accordo su quel re, in altri punti invece a me sembra si perda quasi la vocale tanto sono tendenti a “u” e soprattuto dove vuole appunto sembrare più orco, soprattutto sulla vocale e; “l’ira tremEnda” “re dell’infErno” nello stesso “suorE che riposate”.

          • Insomma io ci sento una tendenza a ingrossare e scurire… più altri difetti dovuti anche al fatto che qui cantava già da più di vent’anni. Non è un cantante che riesce a piacermi, altro non dico, stop.

  2. De Angelis è anche ricordato come il basso che trillava sul sol1 😉

    Anche io come Mancini non sono mai stato convinto dalla voce di De Angelis, perché trovo molto discordanti le critiche e recensioni in merito rispetto agli ascolti pervenuti: mi sono tuttavia messo il cuore in pace deducendo che il mezzo disco non rende la sua voce 😀

    • Beh i miei sono solo appunti tecnici… non mi sogno certo di tirare le somme ed esprimere giudizio artistico complessivo solo sulla base di questi appunti. Che fosse una gran voce mi sembra chiaro, come pure è evidente che avesse temperamento da vendere.

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