ARNOLD VIII: LEON ESCALAIS

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Ascoltiamo il “Tamagno francese”  in uno dei suoi ruoli più celebri. A parte le “i” stretti e nasali in zona centrale, l’esecuzione del tenore dramatico francese dimostra un notevole equilibrio tra una pronuncia rispettosa delle esigenze della fonetica francese ed un’emissione omogenea in tutti i registri. Il che vuol dire che la voce segue con grande flessibilità tutte le modulazioni prescritte dalla lingua francese, sfogiando una grande varietà nel colorare le vocali, ma mai l’impostazione di partenza si sconnette. Ammirevole la facilità della dizione nei brillanti estremi acuti, come nella cadenza finale (“pour la dernière fois”).

Anche nel terzetto del secondo atto eseguito stavolta in italiano persistono delle “i” leggermente schiacciati al centro. In compenso “Troncar suoi di” da maggiore risalto alla franchezza dell’emissione di Escalais in zone centrale e grave e  alla resistenza e lo squillo unico del suo registro acuto. Ancora una volta si fa notare la facilità nell’articolare chiaramente le parole “mai più lo rivedrò” nella tessitura più scomoda e sotto la pressione di un canto veemente.

 

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