Un direttore al giorno… / 4. “L’assedio di Corinto”, Gino Marinuzzi

marinuzzi

Ouverture (Teatro alla Scala 1940)

“Le siège de Corinthe”, o per meglio dire “L’assedio di Corinto” è l’opera con cui la Rossini Renaissance conobbe, nell’esecuzione ambrosiana del 1969, una delle sue prime fondamentali tappe. La sinfonia dell’opera fu però sempre, anche negli anni più bui dell’oblio, tra le favorite dei grandi direttori, che l’affrontarono spesso in sede di concerto e, come nel caso qui proposto, in sede d’incisione. Peraltro Gino Marinuzzi diresse, sempre alla Scala, titoli come Mosè (protagonisti Pasero e la Cigna) e Guglielmo Tell, oltre ai più tradizionali Barbiere e Cenerentola, e quindi la presente testimonianza non può certo considerarsi un unicum. Lo è però, specie per l’ascoltatore di oggi, qualora si consideri la capacità del direttore di conciliare la magniloquenza dell’incipit e la solennità della ‘Marcia lugubre Greca’ con lo slancio elettrico, e perentoriamente scandito, del successivo Allegro assai. La dimostrazione che per essere grandiosi non occorre reprimere il fuoco, ma dominarlo con totale sicurezza. In difetto, non si avranno che pachidermici clangori.

Un pensiero su “Un direttore al giorno… / 4. “L’assedio di Corinto”, Gino Marinuzzi

  1. Beh, l’Assedio di Corinto alla Scala nel ’69 è la data di nascita della Rossini renaissance: grandi cantanti, grande direttore, spettacolo grandioso (qualche appunto sull’edizione del testo oggi si potrebbe muovere, ma sarebbe da idioti, visti i tempi in cui fu realizzato lo spettacolo). Purtroppo le medesime cure si sono riservate assai raramente e pure il ROF (che tanti meriti ha avuto, soprattutto sul piano editoriale) si è ormai ridotto ad un festival estivo di medio livello. Questo comunque è ciò che serve per Rossini: grandi cantanti, ma anche grandi interpreti musicali (direttore in primis)

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